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In un Paese che, come ribadiscono i più recenti dati Istat, ancora non riesce a soddisfare le richieste occupazionali dei propri giovani (specie se laureati), si sta sviluppando una realtà che su di loro investe per davvero; che offre ai neodottori in materie informatiche, ingegneristiche ed economiche e ai diplomati di scuola superiore con indirizzo informatico la possibilità di fare stage formativi pagati mille euro netti al mese e di trasformarli in contratti a tempo indeterminato con progressivi aumenti della retribuzione.

Ad applicare una regola che va in controtendenza rispetto al rimborso spese previsto per i tirocinii nonchè alla – bassa – percentuale nazionale di stage tramutati in contratti è la Everis Italia, un’azienda multinazionale che propone servizi di consulenza informatica e processi di business realizzati in modalità esternalizzata nei settori delle telecomunicazioni, dell’industria, della finanza. Fondata nel 1996 in Spagna, dove ha il suo headquarter, oggi è presente in Europa, in Sud America e negli Stati Uniti con un totale di 14 mila professionisti.

I tassi di crescita che registra sono elevati e costanti: basta pensare che nel 2015 il fatturato è stato di 691 milioni di euro, il 14% in più rispetto al 2014 e che al 31 marzo 2016 i ricavi netti sono aumentati in Italia del 18% rispetto al 2015, segnando un aumento dell’utile netto del 70% (da 1,9 a 3,2 milioni di euro) a dispetto della forte instabilità che caratterizza il mercato dell’information technology.

Forte di questi numeri, da tre anni la multinazionale sta quindi puntando notevolmente sul nostro Paese (con le sedi di Milano e Roma), e lo fa partendo proprio dai giovani talenti. “Sono loro il nostro valore principale”, spiega Patrizia Manganaro, ex manager Ibm oggi executive director di Everis Italia: “Per questo vogliamo che siano tecnicamente preparati ma anche economicamente tranquilli. Ricerchiamo candidati nelle università, sia attraverso i carrer day che gli uffici lavoro, e da poco tempo abbiamo cominciato ad entrare anche nelle scuole superiori. Un altro luogo in cui incontriamo gli aspiranti talenti è nei pub, grazie al festival “Pint of science”. Una volta superate le selezioni, che avvengono in gruppo all’interno dell’azienda, parte lo stage che ha una durata di tre mesi ed è pagato mille euro netti al mese (250 in più dell’anno scorso), esclusi i buoni pasto, il notebook aziendale e la formazione. Puntiamo molto sulla formazione delle risorse e a questo scopo investiamo ogni anno più di 7 milioni e mezzo di euro”.

Nel caso in cui il ragazzo o la ragazza siano particolarmente bravi, ecco che si aprono per loro le porte dell’assunzione con un contratto a tempo indeterminato – ciò accade nel 90% dei casi contro un tasso nazionale dell’11,9% (dati Unioncamere Excelsior) – e con uno stipendio il cui ammontare varia dal titolo di studio e da altri fattori. Se il giovane è in possesso del diploma la retribuzione sarà sui 20.778 euro l’anno; se della laurea triennale sui 22.232 euro, se della specialistica sui 24.586.

“Su 550 dipendenti attualmente in azienda, più del 50% è costituito da giovani che ci lavorano da meno di un anno”, continua Manganaro, “sopra i 50 anni siamo invece solo cinque o sei. Dall’inizio 2016 abbiamo reclutato una settantina di neolaureati e contiamo di assumerne altri 150 nei prossimi mesi: non nego tuttavia che facciamo una gran fatica a trovare tutti i giovani che vorremmo”.

Recentemente il ritocco al rialzo dei parametri degli stage e la loro conversione in contratti a tempo indeterminato ha consentito ad Everis Italia di aggiudicarsi due “Best stage awards 2016”.

Monica Zornetta (Avvenire, 4 agosto 2016)

https://www.avvenire.it/economia/pagine/limpresa-che-paga-gli-stagisti-euro